Finanziamento della formazione continua in attesa della legge nazionale sulla formazione continua.

Zurigo, aprile 2012 – In Svizzera si sta concretizzando una prima importante esperienza per quel che concerne la disciplina in materia di formazione continua. Infatti, già il 21 maggio 2006, il popolo svizzero si era espresso a favore di una regolamentazione in materia. In tal senso la Confederazione ha ricevuto l’incarico di “normare” il settore a livello nazionale. Se prendiamo il capitolato della Costituzione federale, in particolare l’art. 64a, esso recita:
  1. La Confederazione stabilisce principi in materia di perfezionamento.
  2. Può promuovere il perfezionamento.
  3. La legge ne determina i settori e i criteri.
Definizione legge quadro in materia. Su questa base, prevista dal dispositivo di legge, la Svizzera, si è mossa per definire una legge quadro in materia. Infatti, lo scorso 9 novembre 2011, la legge federale sulla formazione continua ha superato i primi di una serie di ostacoli parlamentari. La bozza di progetto della legge federale sulla formazione continua (LFCo) è stata esaminata dal Consiglio federale dando i primi segnali positivi per la consultazione. Questo significa che, assieme alla legge federale sulla formazione professionale (LFPr), ci sarà un vero dispositivo di legge che successivamente sarà regolamentato dalle ordinanze a livello cantonale.
La formazione continua, ancora oggi,  è finanziata in gran parte dal settore privato. Infatti, sono le aziende a fornire un contributo sostanziale (co)finanziando la formazione dei loro collaboratori. A livello statistico, non si conosce oggi il vero ammontare dei contributi finanziari della Confederazione e dei Cantoni destinati al settore della formazione continua. Gli interventi sono così variegati che uno stesso finanziamento può essere richiesto sotto diverse forme e diversi “cappelli” all’interno delle stesse Divisioni dell’Educazione o Dipartimenti cantonali.
Difficoltà ad autofinanziarsi. È risaputo, per esempio, che molti adulti fanno difficoltà ad autofinanziarsi un percorso di formazione continua, anche perché in alcuni settori specialistici o per impiegati a tempo pieno e con alte qualifiche vi sono costi troppo elevati impossibili da seguire senza un sostegno finanziario. Questo significa creare una discriminante e quindi non garantire le pari opportunità nell’accesso alla formazione continua.
Postulato. Per questo motivo, sin dal 2001 si era postulato il principio del “Sostegno alla formazione continua orientata alla domanda” chiedendo al Consiglio Federale di favorire il finanziamento della domanda e non quella dell’offerta formativa. Questo significa che il sostegno finanziario è accordato alle persone (una sorta di vaucher formativo) che intendono intraprendere un percorso di formazione continua, piuttosto che finanziare in primis le istituzioni formative. Questa modalità cambia la prospettiva dove al centro non vi è l’offerta formativa bensì la domanda. È un modello di promozione della formazione mirata e più idonea agli adulti nel pieno processo lavorativo visto come sostegno alle persone interessate/motivate a seguire una formazione continua piuttosto che visto come sussidio alle istituzioni.
Questo modello, in consultazione nella LFCo può essere interessante per le istituzioni pubbliche e private preposte alla formazione continua per creare/progettare pacchetti formativi specifici e di qualità volti ad un pubblico sicuramente con l’interesse e l’intenzione di frequentare per motivi di crescita professionale, avendo come obiettivo la massima resa nel percorso formativo. Anche per un istituto come il nostro può essere interessante definire/attivare pacchetti formativi e di consulenza “on-demand” per pubblici specifici passando dalla nostra rete e partenariati sociali.
In definitiva, un sistema che permette di centrare l’esigenza della singola persona con tutti i suoi bisogni formativi e di crescita professionale.
Paolo Vendola